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giovedì 29 luglio 2010 |
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Questa rivista vuole approfondire questioni di fondo sulla regolazione del lavoro, da tempo oggetto di dibattito nel PD e fra gli esperti. L’approfondimento è opportuno perché i punti controversi non mancano; altrettanto urgente è diffondere la conoscenza di tali questioni, che purtroppo sono poco presenti nel dibattito pubblico (e poco o male considerate dalle politiche governative). |
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giovedì 29 luglio 2010 |
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Lo statuto dei lavoratori autonomi predisposto da Treu è richiamato come parte integrante dal documento di Fassina che propone un piano complessivo di intervento sul mercato del lavoro e sul welfare. E’ un piano che ha il merito di voler contrastare la precarietà e le difficoltà degli outsider e di voler rappresentare il lavoro in tutte le sue forme, ma in definitiva non ha il coraggio di superare i modelli del passato. |
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venerdì 25 giugno 2010 |
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La manovra prevede per i farmaci non più coperti da brevetto la rimborsabilità solo dei quattro prodotti offerti al minor prezzo sulla base di gare organizzate dalle Asl. Le proteste di Farmindustria sono state subito raccolte dal ministro della Salute. Eppure agendo su questo segmento del mercato non si erodono le rendite necessarie a pagare i costi della ricerca. Gli ostacoli alla concorrenza e alle liberalizzazioni non sembrano arrivare dunque dai vincoli imposti dalla Costituzione, ma dall'intreccio tra interessi corporativi e disponibilità della politica ad ascoltarli. “Niente gare al prezzo più basso per i farmaci generici”. Il ministro della Salute Fazio all'assemblea di Farmindustria, l’associazione di categoria delle case farmaceutiche, ha rassicurato quanti paventavano l’applicazione di un nuovo meccanismo previsto dalla manovra.
Queste due frasi, riprese dal sito on-line del Corriere della Sera, illustrano perfettamente la confusione che regna nel governo e la fragilità della svolta liberista che nelle ultime settimane è stata impressa dal ministro Tremonti con la proposta di revisione dell’articolo 41 della Costituzione. |
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giovedì 24 giugno 2010 |
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L’agonia della forma partito, la frammentazione sociale, la crisi economica. In che modo la sinistra può reagire a questi processi in atto, offrendo una alternativa credibile al populismo di Berlusconi e al sindacalismo territoriale leghista?
A confronto, Sergio Chiamparino e Nichi Vendola, riuniti dal direttore di Reset per diradare la nebbia.
Il sindaco di Torino e il leader di Sinistra e libertà hanno profili politici diversi; in comune, come afferma Bosetti in apertura, «il rapporto diretto con la cittadinanza, l’indipendenza dagli apparati, la volontà di guardare fuori dal perimetro dei partiti». |
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mercoledì 23 giugno 2010 |
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Il PD è nato da un grande progetto di rinnovamento politico e in questi primi tre anni di vita ha cercato faticosamente di delineare i propri lineamenti identitari e le proprie prospettive programmatiche. Tuttavia, come ci indicano chiaramente anche i risultati delle ultime elezioni regionali, per corrispondere alle aspettative che la nascita del Pd aveva suscitato, per far crescere una nuova cultura politica vivace, inclusiva e aperta alle domande della società, per dare risposte ispirate a valori di libertà, giustizia e solidarietà abbiamo ancora un duro lavoro da fare. |
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mercoledì 23 giugno 2010 |
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Ieri sera, nella sala al piano terra del Palazzo del Turismo di Riccione, si è svolto il secondo congresso del Partito Democratico.
Come primo adempimento l’Assemblea, formata dai delegati eletti nei recenti congressi di circolo, ha nominato per acclamazione, quale suo presidente, Francesco Masini al quale va tutta la nostra stima e riconoscenza per aver traghettato il partito, con serietà ed autorevolezza, nei mesi successivi alle dimissioni di Sauro Tonti.
La cosa che è apparsa subito evidente a chi come noi ha vissuto al nascita del Partito Democratico è stata la differenza di atmosfera con il precedente congresso; allora la sala era gremita e l’entusiasmo era alle stelle. Ma è normale …… la fondazione del partito era stato un avvenimento molto partecipato e aveva fatto esplodere in tutti, militanti e non, un’energia ed un entusiasmo emotivamente travolgenti. La gente aveva visto in quell’evento, l’inizio di una nuova era politica.
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giovedì 17 giugno 2010 |
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Se non l’avessi visto con i miei occhi, ne avrei dubitato. Ma lunedì scorso, all’assemblea annuale dell’Associazione Industriali di Vicenza, c’ero anch’io. Nella Sala della Fiera, stracolma di associati. Gli imprenditori vicentini – è noto - non sono un pubblico facile. Soprattutto per chi sentono “lontano”.. Per chi ritengono troppo “romano”, statalista, torinese, comunista (una somma dei “vizi” precedenti). Negli anni Novanta, in questa stessa sala, fischiarono Pietro Marzotto. Reo di aver dichiarato il suo voto alla sinistra. Ma, soprattutto, di essere – e di agire come - un “grande” imprenditore in un mondo di “piccoli”. |
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giovedì 17 giugno 2010 |
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A lui ritrovarsi in dote quel cognome così blasonato - Letta - sarà pur servito a qualcosa. A lei è capitato un cognome anonimo - Serracchiani - al quale tuttavia è riuscita a conferire una certa celebrità. Enrico Letta e Debora Serracchiani sono due quarantenni tra loro diversissimi, non solo nei natali, ma per storia politica, carattere, immagine. Eppure c'è qualcosa che li rende uguali come due gemelli, qualcosa che evoca il destino di una intera generazione: due rifiuti a diventare adulti, pronunciati - riservatamente e in tempi diversi - davanti ai propri amici. |
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mercoledì 16 giugno 2010 |
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Da www.letteradeglieconomisti.it
LA POLITICA RESTRITTIVA AGGRAVA LA CRISI, ALIMENTA LA SPECULAZIONE E PUO’ CONDURRE ALLA DEFLAGRAZIONE DELLA ZONA EURO. SERVE UNA SVOLTA DI POLITICA ECONOMICA PER SCONGIURARE UNA CADUTA ULTERIORE DEI REDDITI E DELL’OCCUPAZIONE.
Ai membri del Governo e del Parlamento
Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea
Ai rappresentanti delle forze politiche e delle parti sociali
Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea e del SEBC
E per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica
La gravissima crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli. |
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martedì 15 giugno 2010 |
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Per quanto riguarda la scuola, la manovra prevede tre interventi:
1) il blocco degli automatismi stipendiali, attraverso una sospensione della maturazione della anzianità necessaria alla posizione economica superiore (maturabile in sei anni). Viene stimato che questo intervento possa produrre un risparmio di circa 320 milioni di euro annui, a decrescere nell’arco dei prossimi decenni.
2) il blocco della tornata contrattuale per il triennio 2010-12, come per gli altri comparti della pubblica amministrazione, ed il trasferimento delle stesse risorse al ripianamento della situazione debitoria delle scuole e al finanziamento delle supplenze brevi. |
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