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Cultura
Quei dal Funtanéle fanno il pieno
Scritto da Cinzia Bauzone   
sabato 14 marzo 2009

La commedia dialettale " E pori Pantalon" è stata accolta giovedì sera dal pubblico del Teatro Del Mare di Riccione con un "tutto esaurito". Pieno di spettacolo, posti a sedere esauriti, oltre trecento persone presenti, seduti anche sulle gradinate laterali. A fare scenario ai numeri in sala, la compagnia dialettale "Quei dal Funtanéle che si sono esibiti nella commedia in tre atti scritta da Guido Cecchini. Questo testimonia di quanto la storica compagnia, da oltre vent'anni di attività sia amata dal pubblico riccionese per le loro "performance". La commedia, realmente divertente, ha conquistato battuta dopo battuta con grande ritmo, strappando applausi e risate ad ogni scena. La compagnia, oggi splendida realtà è composta da un gruppo affiatato, (sono passati più di vent'anni da quell'idea nata per gioco)che è stato coltivato e fatto crescere, tanto tempo a provare per il solo piacere di divertirsi e fare divertire la gente, senza troppe pretese, con una grande passione nel cuore. Il ricavato della serata è stato devoluto come sempre in beneficienza. Un ringraziamento quindi a "Quei dal Funtanéle" per quello che ogni anno con grande fatica e passione riescono a donarci, per la solidarietà, per le spensierate serate all'insegna dell'allegria ma soprattutto per mantenere viva la tradizione dialettale nostro patrimonio culturale e preservarla...dalla modernità.

 
IL SALUTO DI “SUPER” TOMA E CONSORTE.
Scritto da Enrica Tosi Brandi   
venerdì 27 febbraio 2009

Alla carissima e affezionata clientela del distributore “API” – FONTANELLE

Un grazie sincero di vero cuore a tutti i clienti “AMICI”, che in quasi 38 anni di attività ho avuto l’onore ed il piacere di servire e di essergli stato d’aiuto in tante occasioni (per alcuni anche troppo…..purtroppo per me…sigh….…i debitori ahimè!!!!!).
La chiusura dell’ attività mi ha provocato un vero dolore, ma l’effettiva situazione di disagio che è venuta a crearsi dopo la realizzazione della rotatoria di Via Puglie, peraltro utilissima sotto altri aspetti, aggiuntasi ad altre condizioni oggettive del mio distributore (avrebbe dovuto essere rinnovato e messo a norma), congiuntamente al raggiungimento dell’ età pensionistica ed agli incassi notevolmente diminuiti, essendo ormai tagliati fuori dal traffico, hanno fatto sì che decidessimo per la chiusura dell’impianto.
Avrò sicuramente nostalgia delle mie colonnine e delle mie gomme bucate, ma porterò con me il ricordo dei giorni, degli anni passati al bivio di Via Puglie.
Ancora un ringraziamento a tutti i miei clienti, ai loro figli, ai loro nipoti, visto che sono quasi tre le generazioni che si sono avvicendate nel mitico distributore “API”.
Un saluto da Tina e Graziano Toma con gli auguri di un felice futuro.
 
Ecco, questa è la lettera che Tina e Graziano, hanno lasciato in mostra nella colonnina del loro distributore, mi è parso doveroso renderla pubblica perché è un omaggio a tutti noi, loro clienti ed amici.
Ora, siamo noi, che vorremmo ringraziare entrambi per la grande disponibilità dimostrata nei confronti della clientela, accolta sempre un grande sorriso.
Senza nessuna retorica, l’API al bivio delle Fontanelle ci mancherà.
 
"GVANN ad GARGULET"
Scritto da Cinzia Bauzone   
giovedì 19 febbraio 2009

ImageNegli anni cinquanta erano numerose le case coloniche dislocate nella nostra città. Queste erano abitate da famiglie numerose le quali si dedicavano principalmente all'agricoltura e all'allevamento di animali. Queste famiglie erano generalmente riconosciute con un soprannome storico della casa a cui appartenevano, che veniva tramandato da generazione in generazione. Il soprannome della casa era come una carta referenziale che permetteva alle persone, soprattutto quelle residenti a Fontanelle, di essere stimati ed avere rapporti di amicizia con le altre famiglie, per scambi di prestazioni lavorative soprattutto nel periodo della trebbiatura. ImagePer alcune generazioni dalla fine del 700 fino agli anni 60, i componenti della famiglia "Gargulet" hanno lavorato a mezzadria sempre gli stessi poderi a Fontanelle, oggi via Adriatica confine con Misano Adriatico e via Trebbio. ImageLa trebbiatura consentiva, non solo nel lavorare il buon raccolto che nelle annate migliori superava anche i 150 quintali di grano, ma l'occasione per pranzare e fare festa con gli amici del vicinato accorsin a dare una mano.

 
COMICI SI NASCE
Scritto da Enrica Tosi Brandi   
lunedì 09 febbraio 2009

“QUEI DAL FUNTANELE” sono: Nadia Gessaroli, Lucia Maioli, Mirco Berardi, Gerardina D’Innocenzo (Jerry), Giancarlo Gobbi, Augusta Biotti, Matteo Maioli, Lionella Tenti, Vincenzo Tonti, Adele Fronzoni, Marina Villa, Sara Cariati, Gigliola Montebelli, Walter Zannoni, Dino Polverelli, Massimiliano Maioli, Guido (Paolo) Tirincanti e Sandra. Ogni volta che salgono sul palco il successo è assicurato, il gruppo ha un’ armonioso affiatamento che ne decreta la popolarità, che si è propagata oltre questo quartiere, oltre questa città. Ciò conferma che i grandi successi si costruiscono soprattutto con il lavoro di squadra, con la capacità di mettere in campo e di condividere emozioni forti, obiettivi comuni. Un team vincente capitanato da una grandissima interprete, Nadia Gessaroli, di lei sicuramente si può dire: “comici si nasce”. Il testo di Guido Lucchini (onore all’autore) tratta di argomento dei nostri giorni, la commedia in scena quest’anno, “E Pori Pantalon”, è una storia che vede Nadia vestire i panni dell’interprete principale (non è la prima volta che si “traveste” da uomo), un contadino arricchito che si trasferisce in città e viene coinvolto in rischiosi investimenti azionari con tutto quel che ne consegue……….lieto fine compreso.Sì, ogni tanto, dateci storie a lieto fine, in tempo di crisi ne abbiamo un disperato bisogno.  Per “QUEI DAL FUNTANELE”, vale la pena alzarsi dal divano, spegnere il televisore ed uscire di casa, per ridere fino alle lacrime (senza volgarità e trivialità), per applaudire un gruppo di persone che ci regala uno squarcio di luce che ci rinvigorisce e che per vent’anni ha dedicato il frutto del suo impegno alla beneficienza. Se ve li siete persi, non mancate alle prossime rappresentazioni presso il Centro Fontanelle venerdì 20 Febbraio ed ancora giovedì 12 Marzo al Teatro del Mare di Riccione.

 
Formazione politica: “I dibattiti in un minuto”
Scritto da Riziero Santi   
mercoledì 07 gennaio 2009
“I dibattiti in un minuto”
Per un dibattito a volte si perdono ore per sentire i soliti sermoni. Non vogliamo banalizzare nulla vogliamo solo dimostrare che per confrontare le idee, metterle insieme e fare sintesi bastano tre parole ciascuno. Tema di questo dibattito “il futuro del turismo a Riccione”. La richiesta di intervento attraverso SMS: “Scrivimi 3 parole, solo 3 parole, chiave per rinnovare il turismo a Riccione rispondendo di getto a questo sms”.

  QUALITA' INNOVAZIONE SOSTENIBILITA' OSPITALITA' TIPICITA' PREZZI BALNEARE DIVERSIFICARE MARKETING
1 Professionalità Avanguardia Sostenibilità Accoglienza Cultura Convenienza Balneare Diversificare Promuovere
2 Riqualificazione Innovazione Vivibilità divertente Cortesia Tradizione Offerte pacchetti tutto compreso Piano di spiaggia Personalizzare Promozione
3 Qualità Innovazione Facilità mobilità Famiglia Tipicità        
4 Qualità del servizi Novità Cultura ambientale Cortesia          
5 Qualità Novità divertimento giovanile Trc            
6 Qualità Nuove strutture Mobilità            
7 Riqualificazione esistente Pontili Ambiente            
8 Qualità Lungimiranza Relax            
9 Servizi Riposizionare              
10 Valorizzare                
A CHI HA PARTECIPATO AL DIBATTITO - ED ANCHE A CHI NON HA PARTECIPATO DIRETTAMENTE - PROPONGO DI ANALIZZARE L'ESITO (A PARTIRE DA UN RILETTURA DELL'SMS) DAL PUNTO DI VISTA DEL CONTENUTO E DELLA EFFICACIA COMUNICATIVA. FATE AVARE LE VOSTRE OSSERVAZIONI AL SITO.
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REPORTAGE: i fontanellesi dell'Adriatico
Scritto da Riziero Santi   
venerdì 26 dicembre 2008

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DONNE A CINQUE STELLE: "LUIGINA IN POL POSITION"
Scritto da Cinzia Bauzone   
martedì 28 ottobre 2008

ImageContinua la serie di interviste femminili che vede protagoniste le donne del quartiere Fontanelle.
Se è vero che il criterio per la classificazione delle strutture al massimo dei livelli sono le stelle, per Luigina non ne bastano cinque, ce ne vorrebbero molte di più.
Fontanellese D.O.C. nata 52 anni fa nel nostro quartiere dove vive, dove nessuno meglio di lei ha saputo, e sa, avventurarsi per le vie, che conosce metro per metro, a dispetto di una malattia che l'ha colpita 17 anni fa.
Luigina ha lavorato per lungo tempo come segretaria presso l'hotel Boemia, poi ha gestito un negozio di frutta e verdura in viale Ceccarini. Le piaceva molto il suo lavoro, racconta con soddisfazione, è sempre stata una donna attiva,fiera del proprio ruolo, della propria indipendenza. Due figli, entrambi dottori, uno in scienze motorie, uno in lingue. "Sono i miei gioielli" dichiara con gli occhi che le brillano d'orgoglio. Poi la malattia: sclerosi multipla, poco conosciuta a quei tempi e diagnosticata in ritardo. E' una malattia che colpisce in giovane età il sistema nervoso centrale, con il rallentamento degli impulsi nervosi, cronica e spesso invalidante. " Oggi esistono farmaci che ritardano la progressione, ma a quei tempi non esistevano cure, così mi sono trovata nel giro di quattro anni, sopra questa carrozzella".

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Gli anni felici da cuoco
Scritto da Zecchini Roberto   
giovedì 09 ottobre 2008

 In quegli anni, io e la mia compagna vivevamo anni felici. Durante l’estate avevamo un impegno totale col lavoro, entrambi lavoravamo come cuochi negli alberghi della Riviera Romagnola, guadagnando a sufficienza per stare senza fare nulla tutto l’inverno. Per riempire questi tempi lunghi, invernali, passavamo da una passione all’altra.

 Quell’anno ci eravamo appassionati di archeologia e una volta esaurite le faccende giornaliere ci dedicavamo totalmente alle ricerche sul campo, dopo aver fatto studi preparatori nella nostra biblioteca e nelle biblioteche locali.
 
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I Volti delle Fontanelle
Scritto da Zecchini Roberto   
giovedì 09 ottobre 2008

ImageForesi Elio nato marchigiano e oggi delle Fontanelle, parla un dialetto romagnolo, come dice lui, che di romagnolo sa di poco. Ex ambulante e gestore di un banco al mercato per la vendita delle scarpe, con la furbizia tipica degli ambulanti e l’adattamento tipico di chi deve avere tutto

Ha il 42 di queste scarpe? Chiede la bionda tedesca. 

E lui “certo, cambiando un quaranta con un’etichetta del 42.
 
Lui aveva sempre tutto, con la facilità di quello che sa adattare le cose alla bisogna. Attualmente pensionato, socio del Gruppo del Buon Vicinato delle Fontanelle; è la disperazione di Mino che spesso è il compagno di briscola e tressette, i suoi errori quasi pacchiani sono diventati oggetto di studio per la stranezza delle soluzioni prese. Mino che è un cultore del gioco serio ma fantasioso, se la prende alla grande urlandogli in faccia la sua incapacità al gioco; e lui il nostro Elio tutto tranquillo:- Perché non ho giocato bene?-. Potete immaginare l’espressione di Mino Del Magno, nell’atto in cui la bile sta travasando dagli occhi rossi e rigati di sangue al fegato. Per chi guarda è un vero spasso, tutti si divertono compreso Foresi, l’unico che non la prende bene e non si diverte è Mino. Questo accade alle Fontanelle nel ritrovo del “Buon Vicinato di Via Sicilia”.
 
ILAGIO' MA L'INGAR
Scritto da Riziero Santi   
domenica 28 settembre 2008

Solo per un soffio le Fontanelle non hanno l’aeroporto. Non stiamo scherzando! Anzi, potremmo dire che in realtà l’aeroporto le Fontanelle l’hanno avuto. Quello che qui da sempre chiamiamo “l’Ingar” (Hangar), ai tempi della grande guerra fu un piccolo aeroporto militare allestito per apparecchi da ricognizione. Poi nel 1923 Luigi Righi, Commissario Prefettizio, Augusto Marani, Segretario politico del Fascio e Felice Pullè, Presidente della pro-Riccione, fecero domanda all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini per ottenerne il riconoscimento di “campo d’aviazione nazionale”. In realtà sembra che la reale motivazione fu quella di salvare dal fallimento la società che gestiva l’impianto sportivo “Stadium” (vedi immagine), sorto nella stessa area, quella che oggi gestisce l’Asar. Mussolini non ne volle sapere e il 20 maggio 1923 Dario Papini e Sebastiano Amati furono nominati liquidatori della Società. Così svanì il sogno di tanti riccionesi di realizzare su quell’area di oltre 80.000 metri quadrati di proprietà Verni e Ceschina un grande centro di ... clicca sotto per leggere tutto
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